Fatturare alla PA.Come emettere la Fattura con lo "SPLIT PAYMENT" e Fatturazione elettronica. - DotUp - Studio Ranieri dott. Renato - Commercialista

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Fatturare alla PA.Come emettere la Fattura con lo "SPLIT PAYMENT" e Fatturazione elettronica.

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Tags: Splitpayment
In questa sezione, si analizza come procedere correttamente alla fatturazione nei confronti della Pubblica Amministrazione, che dal 01/01/2015, prevede la fatturazione elettronica (obbligatoria dal 31/03/2015) e il nuovo regime di addebtio/versamento dell'IVA denominato Split Payment.


SPLIT PAYMENT

L'art. 1, comma 629, lett. b), Legge n. 190/2014, Finanziaria 2015, introducendo il nuovo art. 17-ter, DPR n. 633/72, prevede un innovativo metodo di versamento dell'IVA, c.d. "split payment", per le cessioni di beni/prestazioni di servizi effettuate nei confronti di Enti pubblici che "non sono debitori d'imposta ai sensi delle disposizioni in materia d'imposta sul valore aggiunto".

In particolare, con l'intento di contrastare l'evasione dell'IVA in sede di riscossione, è previsto che tali soggetti saranno tenuti "in ogni caso" a versare l'IVA agli stessi addebitata direttamente all'Erario e non al fornitore (cedente/prestatore), entro termini e con modalità che saranno stabiliti da un apposito Decreto.

Posto che l'art. 17-ter in esame non trova applicazione per le operazioni in cui l'Ente pubblico assume la qualifica di debitore d'imposta, lo "split payment" non può essere quindi applicato per gli acquisti di beni/prestazioni di servizi soggetti al reverse charge.

È esclusa altresì l'applicazione dello "split payment" da parte dei lavoratori autonomi che prestano servizi assoggettati a ritenuta alla fonte "a titolo d'imposta sul reddito".

L'applicazione del nuovo metodo in esame interessa le fatture emesse nei confronti dei seguenti soggetti:
  • Stato
  • Organi dello Stato anche se aventi personalità giuridica
  • Enti pubblici territoriali e rispettivi consorzi
  • CCIAA
  • Istituti universitari
  • ASL ed enti ospedalieri
  • Enti pubblici di ricovero e cura con prevalente carattere scientifico, assistenza e beneficenza e di previdenza.

Pertanto l'IVA è "esigibile all'atto del pagamento dei relativi corrispettivi" (salva la facoltà del cedente/prestatore di applicare l'esigibilità "immediata" dell'imposta al momento di effettuazione dell'operazione).

Per tali operazioni quindi:
  • l'imposta diventa esigibile (a debito) al pagamento della fattura da parte dell'Ente pubblico;
  • in tale momento l'Ente pubblico non provvede al pagamento dell'IVA al cedente/prestatore, ma la "splitta" in favore dell'Erario.

Il riferimento all'esigibilità dell'IVA fa si che il nuovo metodo sarà applicato anche alle fatture emesse entro il 31.12.2014 con "IVA ad esigibilità differita", pagate dall'Ente pubblico dall'1.1.2015. Anche per tali fatture l'IVA non sarà corrisposta al fornitore bensì versata direttamente a favore dell'Erario da parte dell'Ente pubblico.

ASPETTI OPERATIVI

Gli adempimenti connessi all'applicazione delle nuove disposizioni sopra esaminate possono essere così sintetizzati:

  • il fornitore emette la fattura (come di consueto) nei confronti dell'Ente pubblico addebitando l'IVA a titolo di rivalsa ex art. 18, DPR n. 633/72;
  • il cliente (Ente pubblico) effettua 2 distinti pagamenti (o meglio "splitta" il pagamento in 2), ossia:
  1. versa al fornitore il corrispettivo della cessione di beni / prestazione di servizi (senza IVA);
  2. versa all'Erario l'IVA.

L'IVA all'atto del pagamento della fattura non concorre alla determinazione del saldo della liquidazione periodica in capo al cedente / prestatore, in quanto il relativo versamento è effettuato direttamente all'Erario da parte dell'Ente pubblico.

Fornitore beni/servizi
Emette fattura all'Ente pubblico con addebito dell'IVA. In fattura va annotato che l'IVA è versata dall'Ente pubblico ai sensi dell'art. 17-ter, DPR n. 633/72.

Ente pubblico versa:
  • al fornitore il corrispettivo indicato in fattura al netto dell'IVA;
  • all'Erario l'IVA.


IVA a debito in capo dal fornitore (concorre al saldo della liquidazione periodica)
IVA non corrisposta al fornitore ma versata all'Erario dall'Ente pubblico
  • pagamento effettuato entro il 31.12.2014
  • pagamento effettuato dall'1.1.2015

CASO PRATICO

La XXX srl (soggetto mensile) ha emesso in data 20.1.2015 una fattura al Comune di Pescara (imponibile € 30.000) con "IVA ad esigibilità differita". In fattura va evidenziato che l'IVA addebitata riduce il credito (debito per il Comune) da pagare.
Si ipotizzi che il Comune paghi la fattura in data 14.3.2015. In tale occasione verserà alla XXX srl soltanto l'ammontare dell'imponibile (€ 30.000) e tratterrà l'IVA (€ 6.600) che provvederà direttamente a versare all'Erario.
Dalla liquidazione periodica IVA del mese di marzo dovrà essere "stornata" l'IVA a debito non incassata il cui versamento all'Erario è a carico del Comune.

Spett.le
COMUNE DI PESCARA
Fattura n. 8 del 20.1.2015

Imponibile                                                              30.000,00
IVA 22%                                                                  6.600,00
Totale fattura                                                         36.000,00
IVA a Va. carico ex art 17-ter, DPR n. 633/72             -6.600,00
Netto da pagare                                                      30.000,00

Come sopra accennato l'applicazione del nuovo metodo in capo al cedente/prestatore l'IVA a debito in sede di liquidazione periodica determina di conseguenza un aumento dei saldi creditori nei confronti dell'Erario.
Per compensare tale situazione il Legislatore, a seguito della modifica dell'ari. 30, comma 2, lett. a), DPR n. 633/72, ha previsto l'inclusione delle operazioni in esame tra quelle che consentono il rimborso del credito IVA (annuale I trimestrale) in base al requisito dell'aliquota media.
Ai cedenti/prestatori cui si applica lo split payment è altresì riconosciuto il rimborso del credito IVA "in via prioritaria", limitatamente al credito rimborsabile relativo a tali operazioni. A tal fine il MEF dovrà modificare l'apposito DM previsto in tema di rimborso del credito IVA dall'art. 38-bis, comma 10, DPR n. 633/72.



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