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#Regime #Forfettario, convenienza.

Pubblicato da in Fisco ·
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Come noto nell’ambito della Legge di Stabilità 2016 sono state apportate una serie di modifiche al regime forfettario che prevedono:
1. l’ aumentando del limite dei ricavi/compensi per l’accesso/permanenza al regime;
2. l’innalzamento del limite del reddito di lavoro dipendente entro il quale il regime forfettario può essere applicato;
3. la riduzione dell’aliquota d’imposta dal 15% al 5% per i primi cinque anni, nell’ipotesi inizio di una nuova attività e infine la modifica dell’agevolazione contributiva.

L’accesso al regime in esame non è limitato a coloro che iniziano l’attività ma riguarda tutte le persone fisiche esercenti un’attività d’impresa/lavoro autonomo che rispettano i requisiti richiesti relativamente ai ricavi / compensi e alla “struttura minimale”.
Risulta quindi opportuno valutare la scelta per coloro che attualmente sono in regime ordinario, di continuare in tale regime o di adottare il nuovo regime forfettario.

Esclusione dall'IVA. Implicazioni

- se il contribuente opera con altre imprese o professionisti, si verifica una perdita pari all’ammontare di IVA a credito non detratta e nessun beneficio dal lato vendite in quanto l’imponibile fatturato ai clienti è lo stesso importo che nel regime ordinario;
- se il contribuente opera con consumatori finali si verifica un guadagno dal lato delle vendite in quanto la prestazione/cessione, se durante il regime forfettario viene mantenuto il medesimo prezzo (compreso IVA), consente di introitare un importo corrispondente all’IVA, che non deve essere versata all’Erario.

Nel caso più generale, per coloro che operano sia con soggetti privati, sia con altri soggetti IVA, il “guadagno” è pari all’IVA addebitata ai privati, al netto dell’IVA a credito sul totale degli acquisti che risulta non detraibile.

Imposte indirette.

Il primo fattore da considerare è lo scostamento tra i costi forfettari determinati attraverso il coefficiente di redditività individuato dal legislatore rispetto all’incidenza effettiva dei costi (compresi gli ammortamenti).

Un altro fattore è costituito dal possesso o meno di altri redditi oltre a quello di impresa o di lavoro autonomo.

Si noti che il reddito:
- in regime forfettario è tassato con imposta sostitutiva del 15% mentre gli oneri deducibili e detraibili, in assenza di altri redditi, sono “persi” in quanto non vi è capienza nel reddito complessivo. Tuttavia la deducibilità dei contributi previdenziali viene salvaguardata grazie al fatto che i contributi obbligatori sono dedotti in via analitica nell’ambito del reddito d’impresa/professionale;
- in regime ordinario (che sarà diverso da quello forfettariamente determinato) è soggetto a IRPEF e alle addizionali unitamente agli altri redditi posseduti dal contribuente; in pratica è possibile stimare, in assenza di altri redditi, che con un reddito d’impresa o lavoro autonomo fino a circa € 12.000, la tassazione ordinaria risulta più conveniente.

Regime Contributivo.

Per i soli imprenditori iscritti alla Gestione IVS artigiani e commercianti va anche valutata la possibilità, in caso di applicazione del regime forfettario, di usufruire, in via facoltativa, di un regime previdenziale di favore che consiste nel versamento dei contributi previdenziali con uno sconto del 35% sui contributi totali. Questo si traduce, sul piano pratico, in un discreto risparmio rispetto al regime ordinario.

Altre variabili.

Le altre variabili da considerare, per le quali risulta più difficile effettuare un conteggio analitico, sono connesse all’eliminazione, per i contribuenti forfettari, dei seguenti adempimenti/obblighi:
  • non assoggettamento agli studi di settore;
  • esclusione dall’IRAP;
  • esclusione dalla comunicazione clienti-fornitori e black-list;
  • esonero dall’obbligo di tenuta delle scritture contabili.


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