Avere la Partita IVA, il confronto tra il Regime dei Minimi e il prossimo NUOVO Forfettario. Vantaggi e convenienze. - DotUp - Studio Ranieri dott. Renato - Commercialista

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Avere la Partita IVA, il confronto tra il Regime dei Minimi e il prossimo NUOVO Forfettario. Vantaggi e convenienze.

Pubblicato da in Fisco ·
Tags: MinimiForfettario
Per il contribuente che intende aprire la partita Iva in alternativa alla tassazione ordinaria, fino alla fine di quest'anno è possibile scegliere tra due regimi fiscali diversi:

  • quello dei minimi con imposta sostitutiva al 5%;
  • quello forfettario con l'aliquota al 15% (ridotta per le start up).

A partire dal 2016 però si applicherebbero le modifiche al regime forfettario previste dal DDL di Stabilità per il 2016 che il Parlamento approverà nelle prossime settimane.

Modifiche, che sulla base di quanto esposto precedentemente, avrebbero 



Oltre alla verifica dei presupposti per l'accesso per la quale non può essere fatta un'analisi della convenienza, facendo un confronto del carico fiscale tra regime dei minimi e forfettari start up (con le nuove regole) si evidenzia che:

minimi i vantaggi fiscali:
  • tassazione sostitutiva del 5% sul reddito (inteso come ricavi meno costi), che sostituisce Irap, Irpef e addizionali su un reddito calcolato analiticamente;
  • non soggezione agli Studi di Settore;
  • nessun obbligo di tenere i registri Iva obbligatori (acquisti, vendite, etc.), ma solo di numerare progressivamente le fatture e conservarle;
  • sulle fatture non andrà addebitata l'Iva;

forfettario start up i vantaggi fiscali:
  • diritto a fruire di una tassazione agevolata, con imposta sostitutiva del 5% (per i primi 5 anni di attività), che sostituisce Irap, Irpef e addizionali, su un reddito calcolato forfettariamente;
  • riduzione del 35% dei contributi previdenziali dovuti per artigiani e commercianti;
  • non soggezione agli Studi di Settore;
  • nessun obbligo di tenere i registri Iva obbligatori (acquisti, vendite, etc.), ma solo di numerare progressivamente le fatture e conservarle;
  • sulle fatture non andrà addebitata l'Iva.

I due regimi presentano quindi caratteristiche abbastanza simili. La grossa differenza è data dalla determinazione di un reddito forfettario oppure analitico. 
Considerato che la percentuale di costi forfettariamente riconosciuta è variabile in relazione all'attività economica, per ciascuna posizione va verificata l'incidenza dei costi effettivi e confrontata con la percentuale forfettaria. 
È chiaro che, per chi ha molti costi ed un'attività quasi in perdita, sarà più conveniente il regime dei minimi, per cui il reddito è "ricavi meno costi"; al contrario, per chi ha poche spese può essere più utile il forfettario, con un coefficiente che decurta il reddito, a prescindere dai costi effettivi.

Per gli artigiani e commercianti sarà poi necessario tenere contro anche dell'onere contributivo ridotto del 35%.

Vediamo il confronto con dei casi specifici.

Libero professionista (78% forfait) che ipotizza la seguente situazione per il 2016:
  • compensi 10.000;
  • spese 3.000;
  • contributi previdenziali 2.000.

Dal confronto emerge che:
reddito lavoro autonomo :
  • minimi 5.000 (10.000 - 3.000 - 2.000);
  • regime forfettario start up 5.800 (10.000 x 78% - 2.000).
  • Imposta sostitutiva:
  • minimi 5% 250;
  • regime forfettario start up 5% 290.

Per il contribuente risulta più conveniente il regime dei minimi.

Attività piccolo imprenditore coefficiente redditività 67% Situazione per il 2016:
  • Ricavi 16.000
  • Costi 3.000
  • Altri redditi 0
  • Contributi previdenziali\t3.500
  • Contributi previdenziali regime agevolato 2.275

Regime forfettario:
  • Base imponibile 8.445 (16.000 x 67% - 2.275)
  • Imposta sostitutiva 5% di 8.445 = 422,25
  • Contributi previdenziali\t2.275

Regime dei minimi:
  • Base imponibile 9.500 (16.000 - 3.000 - 3.500)
  • Imposta sostitutiva 5% di 9.500 = 475
  • Contributi previdenziali\t3.500.

In questo secondo esempio il carico fiscale ed il carico contributivo risulta più elevato con l'applicazione del regime dei minimi.


Tratto dall'approfondimento di Antonio Gigliotti
Fiscal Focus


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