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Versamenti fiscali e contributivi: come cambia il calendario del 2020

Pubblicato da in Fisco ·
Tags: FiscoCovid19
A causa della situazione di crisi determinatasi per effetto dell’emergenza da Covid-19, molte scadenze fiscali e contributive dei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 sono state spostate al 16 settembre.
Slittano invece al 31 agosto 2020 i termini per il versamento dei carichi affidati all'agente della riscossione, mentre c’è tempo fino al 10 dicembre 2020 per il versamento di tutte le rate della rottamazione delle cartelle in scadenza nell’anno.
Se per l’IRAP saltano il saldo e il primo acconto 2020, non è stato, invece, ancora disposto alcun differimento dei versamenti delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi.

Causa Covid-19, il calendario fiscale e contributivo del 2020 è stato completamente stravolto.
Negli ultimi mesi si sono succedute varie sospensioni sia di imposte che di contributi, a più riprese e con norme non sempre allineate tra loro. Si è partiti con le sospensioni contenute nel decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020) che si è occupato dei versamenti di marzo, passando per il decreto Liquidità (D.L. n. 23/2020) che ha sospeso i versamenti di aprile e maggio, sino ad arrivare alla sospensione delle sospensioni contenuta nel decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020), che ha posticipato al 16 settembre 2020 l’appuntamento con l’Erario per tutti i soggetti interessati dalle precedenti sospensioni. Se detta così la situazione appare chiara e omogenea, nel momento in cui si vanno a leggere le norme contenute nei decreti la realtà è completamente diversa. Infatti, il Legislatore nel definire le sospensioni non ha usato sempre gli stessi criteri per individuare i soggetti interessati e le condizioni per poterne beneficiare, con la conseguenza che, mentre per i versamenti di marzo di applicano alcuni criteri, per quelli di aprile e maggio occorre applicarne altri. Inoltre, le sospensioni non hanno riguardato solo i versamenti di ritenute d’acconto, addizionali IRPEF, contributi previdenziali e assistenziali e IVA, ma anche quelli derivanti da cartelle di pagamento e da accertamenti esecutivi, da accertamenti esecutivi doganali, da ingiunzioni fiscali degli enti territoriali e da accertamenti esecutivi degli enti locali. Infatti, con il decreto Rilancio, il versamento degli importi scadenti dall’8 marzo al 31 maggio 2020, rimandato al 30 giugno 2020 dal decreto Cura Italia slitta al 30 settembre 2020, mentre, si fissa al 10 dicembre il versamento delle rate della rottamazione. Oltre a ciò, si è pensato di annullare i versamenti dell’IRAP sia a saldo per il 2019 sia come primo acconto 2020, ed è stato ridisegnato anche il calendario di presentazione del modello 730. Il grande assente, però, almeno per ora, è lo slittamento dei versamenti delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi. Proviamo, dunque, a tracciare una sintesi dei principali appuntamenti con il Fisco dei prossimi mesi evidenziando tutte le nuove scadenze come risultano dai decreti sopra citati.

Giugno-luglio 2020
Per il momento, restano confermate le date tradizionali. Pertanto, le imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi, se non interviene alcuna proroga, devono essere versate entro il 30 giugno oppure entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,4%. Chiaramente, resta ferma la possibilità di rateazione.

Sempre a giugno, e precisamente il 16 giugno, scade la prima rata dell’IMU: a tale proposito, si ricorda che da quest’anno c’è stato l’accorpamento di IMU e TASI. Pertanto, la prima rata è pari alla metà di quanto versato a titolo di IMU e TASI per l’anno 2019. Nessun versamento è invece previsto per i soggetti IRAP o più precisamente, per alcuni dei contribuenti IRAP. Infatti, l’abbuono del versamento del saldo 2019 e dell’acconto di giugno 2020 non interessa: - le imprese di assicurazione che determinano il valore della produzione netta secondo l’art. 7, D.Lgs. n. 449/1997; - le Amministrazioni pubbliche, nonché le amministrazioni della Camera dei Deputati, del Senato, della Corte costituzionale, della Presidenza della Repubblica e gli organi legislativi delle regioni a statuto speciale che determinano il valore della produzione netta secondo l’art. 10-bis del D.Lgs. n. 449/1997; - gli intermediari finanziari come definiti dall’art. 162-bis TUIR (banche, confidi, operatori di microcredito, etc.). Inoltre, sono esclusi tutti i soggetti con ricavi, o compensi superiori a 250 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019. Per costoro, quindi, non cambia nulla, dovendo normalmente versare sia saldo sia primo acconto, se dovuti. Infine, a giugno e a luglio sono fissate alcune date di presentazione del modello 730 e precisamente: - 15 giugno 2020, per le dichiarazioni presentate dal contribuente al CAF/professionista o al sostituto d’imposta entro il 31 maggio 2020; - 29 giugno 2020, per le dichiarazioni presentate dal contribuente al CAF/professionista o al sostituto d’imposta dal 1° al 20 giugno 2020; - 23 luglio 2020, per le dichiarazioni presentate dal contribuente al CAF/professionista o al sostituto d’imposta dal 21 giugno 2020 al 15 luglio 2020.

Settembre 2020
Il mese di settembre è a rischio ingorgo da scadenze fiscali e contributive. Infatti, in base all’attuale situazione determinatasi a seguito delle sospensioni previste dai vari decreti, entro il 16 settembre, oltre ai consueti versamenti periodici, scadono anche quelli relativi a: - ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati (articoli 23 e 24, D.P.R. n. 600/1973); - addizionali regionali e comunali IRPEF; - IVA; - contributi previdenziali e assistenziali; - INAIL, per: - i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di 2019, relativamente alle scadenze nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020; la sospensione dei versamenti dell'IVA si applica, a prescindere dal volume dei ricavi o compensi percepiti, ai soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nelle Province di Bergamo, di Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza; - i settori maggiormente colpiti dall’emergenza epidemiologica in atto (elenco riportato all’art. 8, D.L. n. 9/2020 e art. 61, D.L. n. 18/2020) con sospensione dei versamenti di aprile con riferimento a ritenute e contributi di marzo per l’IVA;
- le associazioni sportive dilettantistiche con sospensione dei versamenti di ritenute e contributi del mese di maggio e giugno; - relativamente ai versamenti di aprile e maggio, imprese e professionisti con ricavi o compensi 2019: 1) non superiori a 50 milioni di euro, se registrano una flessione del fatturato o dei corrispettivi nei mesi di marzo e aprile 2020, rispetto a marzo e aprile 2019 di almeno il 33%; 2) superiori a 50 milioni di euro, se registrano una flessione del fatturato o dei corrispettivi nei mesi di marzo e aprile 2020, rispetto a marzo e aprile 2019 di almeno il 50%. Le suddette sospensioni si applicano, senza tener conto dei ricavi 2019, anche: 1) a chi ha intrapreso l’attività dopo il 31 marzo 2019; 2) ai soggetti che hanno il domicilio fiscale o la sede legale o operativa nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza, purché, però, abbiano subito un calo del fatturato del 33% nei mesi di cui sopra; - i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nel periodo di imposta 2019, per i quali i ricavi e i compensi percepiti nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020 e il 31 maggio 2020 possono non essere assoggettati alle ritenute d'acconto previste per i redditi di lavoro autonomo (articoli 25 e 25-bis, D.P.R. n. 600/1973, quindi si fa riferimento ai professionisti e agli agenti e rappresentanti di commercio), da parte del sostituto d'imposta a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato. In tutti questi casi, il versamento va fatto entro il 16 settembre in unica rata oppure in 4 rate mensili di pari importo. Entro il 30 settembre, invece, vanno versati gli importi dei versamenti in scadenza nel periodo dall'8 marzo al 31 agosto 2020 derivanti da: - cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione; - avvisi di accertamento esecutivi emessi dall'Agenzia delle entrate; - avvisi di addebito emessi dagli enti previdenziali; - atti di accertamento esecutivo emessi dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli; - ingiunzioni di cui al R.D. n. 639/1910 emessi dagli enti territoriali; - nuovi atti esecutivi emessi dagli locali per entrate tributarie e patrimoniali. Infine, sempre nel mese di settembre ci sono altri appuntamenti per la presentazione del modello 730 e precisamente: - 15 settembre 2020, per le dichiarazioni presentate dal contribuente al CAF/professionista o al sostituto d’imposta dal 16 luglio 2020 al 31 agosto 2020; - 30 settembre 2020, per le dichiarazioni presentate dal contribuente al CAF/professionista o al sostituto d’imposta dal 1° al 30 settembre 2020.

Dicembre 2020
A seguito delle modifiche introdotte dal decreto Rilancio, slitta al 10 dicembre 2020 il versamento delle rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio, in scadenza nel 2020. Attenzione La norma (art. 154, D.L. n. 34/2020) esclude l’applicazione del lieve ritardo, per cui non si può beneficiare della “tolleranza” di 5 giorni di cui all’art. 3, comma 14-bis, D.L. n. 119/2018. Come si legge nella relazione di accompagnamento al decreto, si vuole in tal modo garantire la sicura acquisizione nell’anno 2020 delle relative somme al bilancio dello Stato e degli altri enti creditori.




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