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#Beneficio #fiscale delle #startup in Regime #forfettario.

Pubblicato da in Fisco ·
Tags: RegimeforfettarioStartUp
In base alle previsioni dalla Legge di Stabilità 2015, i soggetti che Premessa disponevano dei requisiti necessari per accedere al regime forfettario (art. 1 comma 54), che non rientravano nei casi di esclusione, tassativamente enucleati all’art. 1 comma 57, e che decidevano di intraprendere una “nuova” attività (start up) potevano godere della seguente agevolazione fiscale: applicazione dell’imposta sostitutiva del 15% al reddito imponibile ridotto di 1/3 per i primi 3 anni di attività (il che equivaleva all’applicazione di un’aliquota del 10%).
La Legge di Stabilità 2016 ridefinisce parzialmente i contenuti dell’agevolazione fiscale, prevedendo per le start up del regime forfettario un’imposta sostitutiva con aliquota del 5% per i primi 5 anni di attività. Dal sesto anno di attività in poi, sarà possibile continuare ad adottare il regime forfettario, con l’applicazione di un’aliquota del 15 per cento.  

Con intenti chiarificatori, la Legge di Stabilità 2016 ha espressamente sancito che coloro i quali hanno intrapreso una nuova attività nel 2015, adottando il regime dei forfettari nella versione start up e, quindi, godendo della riduzione di 1/3 del reddito imponibile, possono applicare l’aliquota del 5% dal 2016 al 2019 e, quindi, per i prossimi 4 anni. 

La normativa dispone che, affinché si possa parlare di start up, Condizioni devono sussistere, oltre ai requisiti già previsti per l’accesso al regime forfettario (art. 1 co. 54 e co. 57 L. 190/2014 c.d. Legge di Stabilità 2015), anche il requisito di “nuova attività”. Quest’ultimo requisito costituisce una conditio sine qua non per poter usufruire delle agevolazioni riservate alle start up e, per tale motivo, è necessaria una disamina delle condizioni da rispettare affinché si configuri la fattispecie dello start up. L’attività è considerata “nuova” se vengono rispettate le seguenti condizioni: 

  • il contribuente non deve aver esercitato, nei tre anni precedenti, attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui tale attività costituisca un periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio dell’arte/professione;
  • qualora l’attività sia il proseguimento di un’attività esercitata da un altro soggetto, l’ammontare dei ricavi/compensi del periodo d’imposta precedente non sia superiore ai limiti di ricavi/compensi previsti per il regime forfettario.

Come si può notare, trattasi delle medesime condizioni che permettevano l’accesso al regime fiscale dei minimi ex art. 27, D.L. n. 98/2011, ed ancor prima al regime fiscale delle nuove iniziative produttive ex art. 13, Legge n. 388/2000. Analizziamo in maggior dettaglio le condizioni da rispettare affinché si possa parlare di start up.

Per l’accesso al regime è richiesto che il contribuente non abbia esercitato nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività, alcuna attività d’impresa/lavoro autonomo neppure in forma associata o in qualità di collaboratore familiare. Come chiarito dalla Circolare del 30 maggio 2012, n. 17, “si ritiene che occorra far riferimento non al periodo di imposta ma alla data a partire dalla quale si vuole accedere al nuovo regime, verificando che eventuali precedenti attività siano cessate anteriormente all’inizio del triennio (calcolato secondo il calendario comune) che precede l’inizio della nuova attività.”

Casistiche per le quali non è richiesta la verifica 

In presenza di particolari fattispecie, ai fini dell’accesso al regime in esame, non è richiesta la verifica del requisito della mancanza di mera prosecuzione di una precedente attività. Ad esempio: il contribuente ha svolto, in precedenza, prestazioni occasionali; l’attività svolta in precedenza consiste nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di un’attività professionale. 

Secondo quanto specificato nella Circolare n. 17/2012, tale principio opera anche in relazione alle attività che devono essere obbligatoriamente svolte per poter operare in uno specifico settore (si pensi alla pratica obbligatoria in alcuni settori dell’artigianato); 

Collaboratore di impresa familiare 
La Circolare n. 17 in commento fornisce un’ulteriore delucidazione in relazione alla specifica ipotesi di un’impresa familiare costituita nell’anno d’imposta il cui collaboratore ha esercitato, fino all’anno precedente, un’attività d’impresa o di lavoro autonomo. In tal caso, non ricorre l’ipotesi di “mera prosecuzione” considerato il fatto che “il collaboratore … è soggetto diverso dal titolare dell’impresa stessa, unico obbligato al versamento dell’imposta sostitutiva”.

Prosecuzione di attività di terzi 
Qualora l’attività costituisca il proseguimento di un’impresa esercitata da un altro soggetto, l’ammontare dei ricavi del periodo d’imposta precedente non deve essere superiore a quello stabilito dall’art. 1, comma 54, lettera a). 

A tal proposito l’Agenzia delle Entrate nella Circolare 30 maggio 2012, n. 17 precisa che:
  • l’acquirente/erede può applicare il nuovo regime se il cedente/de cuius nell’anno precedente ha conseguito ricavi pari o inferiori al limite;
  • i ricavi riferiti al cedente/de cuius devono essere considerati cumulativamente a quelli dell’acquirente/erede.

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