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Giovani, il regime dei minimi dal 1 gennaio 2015 diventa meno conveniente, anzi.....

Pubblicato da in Fisco ·
Tags: Minimi

La nuova Legge di Stabilità 2015 passata all'esame della Camera, ha introdotto con l’articolo 9, il nuovo regime dei minimi che diventa regime agevolato autonomi cd. regime forfetario. Si dovrà comunque attendere l’emanazione del decreto attuativo di concerto con l’Agenzia delle Entrate e INPS.

Coloro che rientrano nei requisiti del vecchio regime dei minimi, quindi che non hanno terminato i 5 anni di applicazione o non hanno raggiunto i 35 anni di età, possono continuare ad applicare l’imposta sostitutiva al 5%
sempre se rispettano il limite dei ricavi fino a 30.000 euro o possono decidere di passare al regime forfetario con una riduzione dell’aliquota sostitutiva di un terzo quindi al 10%.

Coloro che invece oggi non hanno i requisiti per entrare nel regime dei minimi o aprono una nuova impresa, accedono direttamente al nuovo regime agevolato autonomi con aliquota al 15%.

Il regime transitorio, quindi il passaggio dai minimi al nuovo regime autonomi cd. forfetario, è previsto dai commi 33, 34 e 35 che dispongono, per coloro i quali al 31 dicembre 2014 si trovino nel regime dei minimi, la possibilità di effettuare il passaggio automatico al regime forfetario se possiedono determinati requisiti: rispettino il limite di ricavi/compensi, cioè non abbiano effettuato spese per collaboratori sopra i 5.000 euro lordi, non abbiano avuto spese per l’acquisto di beni strumentali sopra ai 20.000 euro e che l’attività non rappresenti la mera prosecuzione rispetto ad un’eventuale precedente attività lavorativa di lavoro dipendente o autonomo.

Per il passaggio al regime forfetario 2015 lo Stato riconosce a questi contribuenti un’agevolazione che consiste nella riduzione di un terzo dell’aliquota sostituiva per gli anni residuali rispetto ai 3 anni di regime agevolato che spettano ai soggetti che applicano il regime delle nuove iniziative produttive o di vantaggio.
Altrimenti i nuovi minimi possono continuare ad applicare l’imposta del 5% fino al completamento dei 5 anni o fino al 35° anno di età.

La permanenza nel regime dei minimi 2015 è legata alle soglie di ricavi e compensi fissate dal Ddl di Stabilità 2015.

Per i professionisti
il limite è fino a 15.000 euro.
Per le attività di alloggio e ristorazione
la soglia è pari a 40.000 euro.
Per le industrie alimentari
la soglia è a 35.000 euro.
Per il commercio all’ingrosso e al dettaglio
a 40.000 euro.
Per il commercio ambulante e altri prodotti
a 20.000 euro.
Per le costruzioni
a 15.000 euro.
Per gli intermediari del commercio
a 15.000.
Per le attività professionali, scientifiche, sanitarie, istruzione
a 15.000 euro.
Per altre attività economiche
a 20.000 euro.

Nel nuovo regime dei minimi cd. forfetario il reddito viene quindi calcolato non sulla differenza tra ricavi e costi come avviene adesso per i minimi ma forfettariamente, ossia, applicando un coefficiente di redditività sul reddito complessivo dato dalla somma di ricavi/ compensi + uscite con la sola possibilità di deduzione dei contributi previdenziali versati nell’anno di imposta. Sul reddito così calcolato si applica poi l’aliquota del 15% per IRPEF e addizionali regionali e comunali e IRAP. Se i ricavi e i compensi superano le soglie elencate, il contribuente fuoriesce dal regime agevolato. Quindi, la sostanziale differenza rispetto al vecchio regime è che fino al 2014 si poteva entrare nel regime dei minimi nel rispetto di requisiti molto rigidi in merito a limite di età e ricavi a 30.000 euro, nel 2015 invece tutti possono entrare nel regime agevolato autonomi a patto che non vengano superati i limiti dei ricavi, che, a seconda dell’attività svolta, variano dai 15.000 euro ai 40.000 euro.

Per i contribuenti che rientrano nel nuovo regime forfetario, il coefficiente di redditività è una percentuale variabile dal 40 all’86% a seconda del tipo di attività svolta, che si applica al reddito imponibile, sul quale poi calcolare l’imposta sostitutiva del 15 per cento. Se si tratta di una nuova impresa, per il primo anno e per i successivi due, l’aliquota è invece al 10%. Per le industrie alimentari e delle bevande (10 – 11) il coefficiente redditività è il 40%. Per il commercio all’ingrosso e al dettaglio 45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9 è il 40%. Per il commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 47.81 è il 40%. Per il commercio ambulante di altri prodotti 47.82 – 47.89 è il 54%. Per le costruzioni e attività immobiliari (41 – 42 – 43) – (68) è il 86%. Per gli intermediari del commercio 46.1 è il 62%. Per le attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione (55 – 56) è il 40%. Per le attività Professionali, Scientifiche, Tecniche, Sanitarie, di Istruzione, Servizi Finanziari ed Assicurativi (64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73 – 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88) il limite soglia compensi ricavi è di 15.000 euro e il coefficiente redditività è il 78%. Per le altre attività economiche è il 67%.


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